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Francesco Peri
vive e lavora a Milano dove č professore nel Dipartimento di
Biotecnologie e Bioscienze dell'Universitā Milano-Bicocca. Nell’ambito
scientifico, la sua ricerca č focalizzata sullo studio dei meccanismi
chimici e biochimici della vita. La pittura costituisce un metodo
conoscitivo e d’indagine della realtā a volte complementare a quello
scientifico, alle volte sinergico.
Ha dapprima
realizzato lavori di grafica basati su acquarelli: libri illustrati per
le scuole (1999, campagna sponsorizzata dall’AGAM, Comune di Monza
“Parole d’Ambiente”premiata al Salone del Libro di Bologna), campagne
pubblicitarie (Canottieri Olona, Milano; Latitude Srl., Milano), loghi
per societā (2001 VerdeTodi, 2003 TreE) e per congressi.
In seguito, la sua
pittura si č fatta essenziale, rispondendo ad un’esigenza di
semplificazione delle forme e di esaltazione degli accostamenti
cromatici.
Il rapporto tra
Scienza ed Arte fa parte dei suoi interessi, coordina sull’argomento un
gruppo di lavoro nazionale della Societā Chimica Italiana.
Recensioni e critiche
Esiste una terra di confine, che tutti incontriamo nel corso della vita, ma non sempre ce ne accorgiamo. Č una terra ove le esperienze, i colori, i sapori, le sensazioni dell’esistenza giungono attutite e trasfigurate. Č una terra dell’esperienza sincronica ove il tempo sembra scomparso e tutte le cose si fondono in forme nuove. In questo luogo sospeso i contorni si fanno sfocati e le apparenze incerte, e i colori si stemperano nelle mille sfaccettature del vissuto.
Č la terra di confine tra l’infanzia e l’etā adulta, terra carica di suggestioni inespresse, di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli. Ma esiste dentro di noi, ben nascosta nel profondo, chissā dove. E se qualcuno ci porta per mano, la possiamo ritrovare e possiamo ricominciare a scoprire la profonditā vertiginosa dell’esistenza, di cui ci eravamo da tanto tempo dimenticati.
Francesco Peri, chissā quanto consciamente o quanto sotto la spinta di un impulso interiore inconsapevole, si č messo in viaggio. Percorrendo sentieri desueti, ha riscoperto che la nebbia balugina di colori inaspettati, che la luce che entra da una finestra sa essere profondamente commovente, che una notte del sud si popola di nostalgie ancestrali.
E che basta guardare di sera, su un tetto, per scorgere i nessi segreti tra le cose. Proprio al limitare dell’infanzia, al confine incerto tra realtā e fantasia, dove un banco di pesci multicolori sembra uscire da un libro. Chissā come fanno a fluttuare a mezz’aria … se ci pensiamo bene, perō, la cosa non č per nulla strana.
Davide
Cenadelli
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